"Prosecco" è una parola che si usa ovunque, ma sulle colline trevigiane assume un significato più preciso. La grande denominazione DOC si estende su un territorio ampio, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia; le due DOCG, invece, riguardano zone collinari ben delimitate, e nel 2009 hanno ottenuto il riconoscimento più alto del sistema italiano. Sono entrambe a breve distanza da Montebelluna, e comprendere le loro differenze rende molto più interessante una giornata tra i vigneti.
Conegliano Valdobbiadene: il territorio storico
La Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG abbraccia 15 comuni sulle colline tra le due città che le danno il nome. Il vitigno principale è la Glera, che deve rappresentare almeno l'85% dell'uvaggio ed è storicamente nota proprio come Prosecco, nome preso da un paese nei pressi di Trieste. Conegliano ospita l'Istituto Cerletti, considerato la più antica scuola enologica d'Italia, punto di partenza ideale per conoscere la cultura vinicola della zona.
All'interno della denominazione si incontrano due termini che vale la pena conoscere:
- Rive: indica i vini prodotti con uve di un singolo comune o frazione, spesso sui versanti più ripidi.
- Cartizze: una collina di circa 107 ettari tra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel territorio di Valdobbiadene, considerata il cru più pregiato della zona.
I ciglioni e il riconoscimento UNESCO
Il 7 luglio 2019, a Baku, il Comitato del Patrimonio Mondiale ha iscritto Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista UNESCO come paesaggio culturale. La motivazione non riguarda il vino in sé, ma il modo in cui secoli di lavoro hanno modellato un ambiente difficile: dorsali ripide, boschi, piccoli borghi e soprattutto i ciglioni, strette fasce di vigna sostenute da scarpate erbose anziché da muretti in pietra.
Su pendenze simili i mezzi meccanici entrano con difficoltà e gran parte delle lavorazioni si svolge ancora a mano. Basta percorrere la strada tra Valdobbiadene e Conegliano per capire cosa significhi: la vigna qui non è un'estensione uniforme, ma un mosaico fatto di piccoli appezzamenti, alternati a tratti di bosco e a borghi raccolti attorno al campanile.
Asolo Prosecco: la DOCG dei colli più vicini
Più a ovest, tra i Colli Asolani e il Montello, si trova la seconda DOCG, nata anch'essa nel 2009 e chiamata oggi Asolo Prosecco. La zona comprende interamente Castelcucco, Cornuda e Monfumo e parte di altri comuni, tra cui Asolo, Maser e la stessa Montebelluna: chi soggiorna qui, in pratica, dorme ai margini di una zona vinicola. Tra le versioni più secche di questa denominazione si trova anche l'Extra Brut.
La tutela è affidata al Consorzio Vini Asolo Montello, che segue anche le altre denominazioni del territorio, compresi i rossi del Montello.
Le strade del vino
Per visitare le due aree esistono due itinerari dedicati. La Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene parte dal Cerletti e tocca borghi, pievi e il Molinetto della Croda, passando per la collina del Cartizze. La Strada del Vino Montello e Colli Asolani si snoda invece tra il Monte Grappa e il Piave, attraverso comuni come Asolo, Caerano San Marco, Castelcucco, Cornuda e Crocetta del Montello.
Prima di muovervi contattate le cantine, poiché la visita in molti casi è su prenotazione: i recapiti si trovano sui siti dei consorzi e delle strade del vino.
Una base tra le due zone
La posizione di Montebelluna permette di alternare le due denominazioni senza cambiare alloggio: Asolo è a circa 14 km, Valdobbiadene a circa 19 km, Conegliano a circa 42 km. Da Casa Elsa si può dedicare una mattina ai Colli Asolani e riservare a Valdobbiadene una giornata intera, tornando la sera in appartamento, dove la cucina attrezzata consente di stappare con calma la bottiglia scelta in cantina.
Il vostro soggiorno a Casa Elsa
Un raffinato appartamento di 105 m² a Montebelluna, con tre camere per un massimo di 4 ospiti, a pochi passi dal centro e a cinque minuti a piedi dalla stazione.