A Treviso l'autunno ha una data precisa: il 18 ottobre, giorno di San Luca. Attorno a questa ricorrenza si svolgono ogni anno le Antiche Fiere di San Luca, una tradizione che per i trevigiani, soprattutto per chi abita nel quartiere di Fiera, fa parte del calendario familiare quanto le feste comandate. Oggi è soprattutto una festa popolare, ma dietro le giostre c'è una storia lunga circa otto secoli.
Otto secoli di storia
Le fonti del Ministero della Cultura indicano la nascita della fiera nel 1226, per iniziativa del podestà Cazainimico. Alcuni studiosi ne cercano radici ancora più antiche, legate ai traffici lungo il Sile e al porto cittadino: un dibattito che si può lasciare agli storici, perché la sostanza non cambia. Per secoli questo è stato un grande appuntamento commerciale, tanto redditizio per la città da essere protetto con regole apposite su mercanti, merci e controversie.
Il volume di Emilio Lippi e Carolina Pupo, Il prato e la fiera, ne racconta le trasformazioni dalle origini medievali fino agli anni Sessanta del Novecento: da mercato a festa. Manifesti e documenti storici si conservano nelle raccolte cittadine, tra l'Archivio di Stato e il Museo nazionale Collezione Salce, che hanno dedicato alla fiera mostre e approfondimenti.
La fiera di oggi
Il commercio di un tempo ha lasciato il posto al divertimento. Il cuore della manifestazione è il grande luna park che ogni ottobre torna nell'area del Prato della Fiera, frequentato da famiglie e ragazzi. La festa dura diversi giorni e ha il suo culmine proprio attorno al 18 ottobre.
Per chi viene da fuori, l'interesse sta anche nell'atmosfera di stagione e nella tavola. Le specialità legate alla fiera raccontano bene l'autunno veneto:
- i folpi, piccoli polpi lessi, un classico delle sagre di queste terre;
- le castagne, spesso accompagnate dal vino nuovo;
- l'oca arrosto con il sedano, piatto antico e legato alle feste d'autunno.
Una giornata in città
Le fiere sono un buon pretesto per dedicare a Treviso una giornata intera, dal momento che il centro storico si gira facilmente a piedi. Da Piazza dei Signori, dominata dal Palazzo dei Trecento, potete proseguire lungo le vie porticate fino al Canale dei Buranelli e all'isola della Pescheria, dove l'acqua del Sile scorre tra le case. Più a ovest, la chiesa di San Nicolò e la Sala del Capitolo dei Domenicani conservano gli affreschi di Tommaso da Modena, uno dei grandi pittori del Trecento italiano.
Chi ama camminare può seguire un tratto delle mura cinquecentesche, che racchiudono ancora il centro, oppure scendere lungo la Restera, il sentiero che costeggia il Sile, un tempo percorso per il traino delle barche.
Ottobre è inoltre un buon momento per la cucina trevigiana. Dal 1° settembre comincia la raccolta del radicchio rosso precoce e dal 10 ottobre quella del tardivo, che però arriva sulle tavole più avanti, dopo la lavorazione. Nei vigneti delle colline, intanto, le foglie iniziano a cambiare colore.
Informazioni utili
La durata esatta delle fiere, il programma e l'area delle attrazioni possono variare di anno in anno. Prima di organizzare la visita controllate i canali ufficiali del Comune di Treviso, dove trovare anche le eventuali indicazioni sulla viabilità nei giorni della manifestazione. In quel periodo il quartiere è molto frequentato: se vi muovete in treno, gli orari sono disponibili sul sito di Trenitalia.
Da Casa Elsa a Treviso
Da Montebelluna Treviso si raggiunge in circa 20 minuti, in auto oppure in treno: la stazione è a circa 5 minuti a piedi da Casa Elsa, quindi si può passare la serata in città senza pensare alla sosta. Un soggiorno di ottobre si presta bene a unire la fiera con le colline in autunno, tornando la sera in un appartamento tranquillo, con la cucina a disposizione per i prodotti di stagione.
Il vostro soggiorno a Casa Elsa
Un raffinato appartamento di 105 m² a Montebelluna, con tre camere per un massimo di 4 ospiti, a pochi passi dal centro e a cinque minuti a piedi dalla stazione.