Il Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa
Il Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa — foto: Patrick Denker from Athens, GA · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Ci sono città che si riconoscono da un solo profilo, e Bassano è una di queste: un ponte di legno coperto sul Brenta, con il Monte Grappa alle spalle. A circa 37 km da Casa Elsa, Bassano del Grappa offre una giornata piena tra architettura, memoria e sapori. Conoscere la storia del suo ponte è il modo migliore per capire la città, perché pochi monumenti italiani hanno avuto una vita altrettanto movimentata.

Il ponte di Palladio

Un ponte in questo punto è documentato dal 1209, ma quello che vedete oggi nasce da un progetto di Andrea Palladio. Nell'ottobre del 1567 una piena travolse la struttura precedente. Palladio propose dapprima un ponte in pietra a tre arcate, che il Consiglio cittadino respinse; nel 1569 presentò allora una soluzione in legno, a cinque campate con colonne toscane. Il legno, leggero e facile da sostituire, si rivelò la scelta giusta, e il maestro incluse il progetto nei suoi Quattro libri dell'architettura, pubblicati nel 1570.

Da allora il ponte è stato distrutto più volte, ma ogni volta ricostruito fedelmente:

  • 1748: dopo il crollo provocato da una piena, Bartolomeo Ferracina lo rifece seguendo il disegno palladiano.
  • 1813: venne incendiato per ordine del viceré Eugenio di Beauharnais, e fu ricostruito nel 1821 da Angelo Casarotti.
  • 1945: il 17 febbraio i partigiani lo fecero saltare con l'esplosivo; per rappresaglia, i nazisti fucilarono tre partigiani.
  • 1948: riaperto il 3 ottobre alla presenza di Alcide De Gasperi.

Perché si chiama Ponte degli Alpini

I bassanesi lo chiamano semplicemente Ponte Vecchio, ma fuori città è noto come Ponte degli Alpini. Il nome nasce dal legame tra questo corpo e il ponte: durante la Grande Guerra le truppe italiane lo attraversavano per salire verso il fronte, e la tradizione vuole che nel 1948 gli Alpini abbiano avuto parte nella ricostruzione, eseguita da un'impresa di Rosà sul disegno originale. A questo legame si deve anche la notorietà del canto popolare Sul ponte di Bassano. Dopo i gravi danni della piena del 1966 e diversi restauri, una lunga campagna di consolidamento ha rinnovato le fondazioni, e nel 2019 una legge lo ha dichiarato monumento nazionale.

Attraversatelo a piedi, senza fretta. Tra le colonne si apre il Brenta che scorre verso la pianura, e dalla riva si coglie la struttura lignea dei piloni, la parte più ingegnosa del progetto.

Il Museo Civico

A pochi minuti dal ponte, il Museo Civico ha una storia lunga. Risale al 1828, quando il naturalista Giambattista Brocchi lasciò alla città le sue collezioni, e dal 1840 ha sede nell'ex convento di San Francesco. Qui si trova la più ampia raccolta di opere di Jacopo Bassano, il grande pittore del Cinquecento che dalla città prese il nome, e della sua bottega, insieme al crocifisso di Guariento. Le raccolte cittadine custodiscono anche le stampe della tipografia Remondini, che tra Seicento e Ottocento portò le sue incisioni ben oltre i confini d'Italia. Mostre e aperture sono indicate sul sito ufficiale dei musei cittadini.

La città e la grappa

Una curiosità sul nome: fino al 1928 si chiamava Bassano Veneto, e fu ribattezzata «del Grappa» in onore dei caduti sul massiccio, non del distillato. Il legame con la grappa, però, è reale: la tradizione della distillazione è antica e le botteghe storiche nei pressi del ponte fanno parte del paesaggio cittadino. Assaggiarne due in piccole quantità, una giovane e una invecchiata, è il modo più semplice per capire quanto possa essere diversa. In città trovate anche un museo dedicato a questa tradizione.

In primavera è il momento dell'Asparago Bianco di Bassano DOP, mentre d'estate il territorio si anima con Operaestate Festival, rassegna di teatro, danza e musica: programma e date si trovano sui canali ufficiali.

Bassano da Casa Elsa

Con circa 37 km di strada, Bassano si raggiunge da Casa Elsa per una giornata intera, magari abbinandola a Possagno, sullo stesso versante del Grappa. Al rientro a Montebelluna vi attende un appartamento tranquillo dove ripensare a un ponte che ha saputo sopravvivere a tutto, restando sempre se stesso.

Il vostro soggiorno a Casa Elsa

Un raffinato appartamento di 105 m² a Montebelluna, con tre camere per un massimo di 4 ospiti, a pochi passi dal centro e a cinque minuti a piedi dalla stazione.